2010 in review

02gen11

The stats helper monkeys at WordPress.com mulled over how this blog did in 2010, and here’s a high level summary of its overall blog health:

Healthy blog!

The Blog-Health-o-Meter™ reads Minty-Fresh™.

Crunchy numbers

Featured image

A helper monkey made this abstract painting, inspired by your stats.

A Boeing 747-400 passenger jet can hold 416 passengers. This blog was viewed about 2,000 times in 2010. That’s about 5 full 747s.

In 2010, there were 6 new posts, growing the total archive of this blog to 9 posts.

The busiest day of the year was November 18th with 29 views. The most popular post that day was Patto di quota lite.

Where did they come from?

The top referring sites in 2010 were avvocati.biz, google.it, search.conduit.com, it.wordpress.com, and translate.google.ca.

Some visitors came searching, mostly for patto di quota lite, patto quota lite avvocato 2010, patto di quota lite 2010, patto di quota lite avvocati, and patto quota lite abolizione.

Attractions in 2010

These are the posts and pages that got the most views in 2010.

1

Patto di quota lite January 2010

2

Scarica il manuale sul Gratuito Patrocinio: avvocato gratis February 2010

3

Quota lite per crediti da lavoro May 2010

4

Avvocato gratis? Seguici su Twitter! April 2010

Vincere la causa con la comunicazione giusta May 2009


Scarica qui gratis la Guida Breve all’Amministrazione di sostegno.

 

www.avvocatogratis.com

 


CON LA CRISI AUMENTANO GLI INSOLUTI IN BUSTA PAGA ?

SCARICA QUI IL MANUALE PER IL RECUPERO DEI CREDITI DA LAVORO E SU COME GESTIRLO CON IL GRATUITO PATROCINIO

Scarica l’e-Book Gratuito:

Guida Breve al Recupero Crediti da Lavoro con il Gratuito Patrocinio

- Hai lasciato il posto di lavoro perchè non ti pagavano e stai ancora aspettando i tuoi soldi?
- Stai lavorando da mesi senza vedere un becco d’un quattrino e non sai cosa fare? Oggi non serve più avere dei soldi per recuperare i tuoi. La riforma Bersani ed il patrocinio a spese dello Stato Ti consentono la giusta difesa contro gli insoluti del datore di lavoro senza affrontare cause dai costi imprevedibili in mancanza di mezzi adeguati

Ora puoi trovare tutto nel nostro nuovo ebook “Guida Breve al Recupero dei Crediti da Lavoro con il Patrocinio a spese dello Stato” (gratuitamente e con facoltà di distribuirlo).

Puoi scaricare gratis adesso la prima edizione della

“Guida Breve al RECUPERO CREDITI DI LAVORO con il Gratuito Patrocinio”

e in formato E- book (PDF) cliccando QUI.


CONFERIMENTO DI INCARICO PROFESSIONALE PER RECUPERO CREDITI DA LAVORO

CON PATTO DI QUOTA LITE SENZA ANTICIPI

Con la presente il sig. ……………………………………….., nato a ………. il …………, C.F. …………, residente in ………………, via …………………………,

in proprio / quale legale rappresentante di ……………………………, con sede in ……………………, P. IVA …………………………, come da visura CCIAA che si allega al presente, o quale rappresentante di ……………… (persona fisica),

identificato dall’avv. Alberto Vigani a mezzo (documento) …………….. rilasciato da (autorità) ……………………… in data ….……….. di cui si allega copia,

ricevuta l’informativa e prestato consenso al trattamento dei dati personali ai sensi di legge,

CONFERISCE / CONFERMA

all’avv. ………………… l’incarico senza anticipi di assistenza, rappresentanza, consulenza e difesa nella vertenza giudiziale/stragiudiziale contro l’ex datore di lavoro …………..……, avente ad oggetto per il recupero di crediti da lavoro (retribuzione – TFR – straordinari), ed avente valore ………………,

pattuisce

con il sottoscrivente professionista, che accetta, il compenso per le prestazioni professionali come segue:

  • nella misura percentuale del …… % del risultato finale se questo è raggiunto prima del giudizio (patto di quota lite stragiudiziale), oltre agli accessori di legge.
  • o nella misura percentuale del …… % del risultato finale se questo è ottenuto nel corso del giudizio (patto di quota lite giudiziale),  salvo quanto liquidato  in DI o Sentenza con distrazione a favore del procuratore e oltre gli accessori di legge.
  • solo all’esito del procedimento ed in esclusivo caso di mancato recupero dopo l’esecuzione, spese documentate (bolli, raccomandate, spese perizie, imposte – se dovute – e simili)  complessivamente affrontate.

Il compenso come sopra pattuito viene ritenuto da entrambe le parti congruo e soddisfacente per l’incarico professionale conferito nonchè frutto di una comparazione equilibrata dei rispettivi interessi.

L’avvocato è autorizzato dal cliente a farsi versare direttamente da controparte le spese legali poste a carico di quest’ultima (e ciò nei limiti del compenso percentuale pattuito nel presente accordo) nonchè a trattenere in compensazione eventuali somme recuperate dalla controparte sino a soddisfazione delle parcelle emesse per tutta l’attività compiuta ai sensi dell’art. 44 del codice deontologico forense.

In caso di recesso rimane l’obbligo di corrispondere al professionista le spese sostenute ed il compenso dovuto per l’attività già svolta conformemente alle tariffe professionali di cui al DM 127/2004 ed alle tabelle per le spese sub all. 2).

Allegati:

  1. informativa privacy;
  2. tabelle spese particolari di Studio;
  3. copia documenti identificativi del cliente.

Eraclea, ……………. 2010

Firma Cliente …………………………………..

Firma Avvocato Alberto Vigani.

Fonte: www.avvocati.venezia.it


Per restare aggiornati, per conoscere tutte le news in materia di “patrocinio a spese dello stato”, per scoprire in anteprima i nuovi servizi gratuiti e ricevere la rassegna stampa, ci trovi anche suTwitter.

Da oggi è possibile seguirci sul famosissimo Social Network Twitter, dove vi arriveranno tutti gli aggiornamenti con relativo link sotto forma di “Tweet“.

Mentre, come vedi qui a destra, è possibile oramai da diversi mesi seguirci anche sul piu famoso Facebook, dove la community dei fan ha superato il tetto dei 2000 iscritti ed è particolarmente viva, a riprova dell’attualità dell’argomento e dell’utilità del nostro Blog .

Ricorda sempre che il patrocinio a spese dello Stato si può ottenere per anche qualsiasi tipo di controversia civile e per gli affari di volontaria giurisdizione.

Seguici allora su:

Avv. Alberto Vigani


LA DIFESA E’ UN DIRITTO DI TUTTI SCARICA IL MANUALE PER ESERCITARE IL TUO DIRITTO ALLA DIFESA

Scarica l’e-Book Gratuito: “Guida per l’Accesso al Gratuito Patrocinio

Oggi puoi scaricare il primo ebook sul “Patrocinio a spese dello Stato” (gratuitamente e con facoltà di distribuirlo) o semplicemente visionarlo a video.

Hai così la possibilità di scaricare un PDF di 15 pagine sui passaggi fondamentali per avere successo nell’ammissione al gratuito patrocinio e per scoprire se ne hai i requisiti soggettivi e oggettivi. Avrai a disposizione anche una serie di utili informazioni e suggerimenti per preparare la domanda di ammissione e non perdere tempo ed occasioni.

In 10 capitoli e 16 risposte trovi riassunto il meglio della pubblicazione del blog www.avvocatogratis.com e così scoprirai gli strumenti giusti per organizzare lo start up della tua difesa.

Se hanno funzionato per i nostri clienti, questi consigli ti torneranno davvero utili! Puoi scaricare gratis adesso la “Guida Breve al Gratuito Patrocinio” e in formato E- book (PDF) cliccando QUI

Avv. Alberto Vigani


Il patto di quota lite è autorizzato dal d.l. 4 luglio 2006, n. 223 (in G.U. n. 153 del 4 luglio 2006), coordinato con la l. di conversione 4 agosto 2006, n. 248 (in G.U. n. 186 dell’11 agosto 2006 – Suppl. Ord. n. 183) recante «Disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonché interventi in materia di entrate e di contrasto all’evasione fiscale.».

1. Premessa.

La nuova disciplina involge aspetti civilistici e aspetti deontologici appunto riguardanti, tra l’altro, la determinazione del compenso professionale ed il patto di quota lite.

2. Adeguamento dei codici deontologici alla nuova disciplina

L’art. 2 del d.l., come convertito, il quale dispone, al c.3, che <Le disposizioni deontologiche e pattizie e i codici di autodisciplina che contengono le prescrizioni di cui al comma 1 sono adeguate, anche con l’adozione di misure a garanzia della qualità delle prestazioni professionali, entro il 1 gennaio 2007. In caso di mancato adeguamento, a decorrere dalla medesima data le norme in contrasto con quanto previsto dal comma 1 sono in ogni caso nulle>.

Poiché nel comma si fa riferimento alle norme (dentologiche) in contrasto con quanto previsto al c.1 – di cui si dirà – e si prevede che tali norme siano in ogni caso nullea partire dal 1 gennaio 2007, fino a tale data le regole contenute nel nostro codice si debbono ritenere vigenti e idonee a produrre effetto (ovviamente, di natura deontologica). Gli studiosi di diritto costituzionale non hanno dubbi sul fatto che la nullità di pattuizioni concluse a seguito di norme dichiarate abrogate non immediatamente, ma susseguentemente ad una determinata data, sia rispondente ai canoni di corretta redazione legislativa. Pertanto, sia che la nullità sia riferita:

- alle regole deontologiche considerate di natura pattizia ( e non quali norme consuetudinarie);

- alla loro vera e propria abrogazione, se si trattasse di norme consuetudinarie;

- alle pattuizioni concluse tra i privati fondate sulle norme qualificate come nulle ( a decorrere da una certa data),

gli effetti dell’art.2 del decreto come convertito non si produrranno sul codice dentologico se non a decorrere dal 1 gennaio 2007.

In virtù del principio tempus regit actum gli accordi tra il professionista e il cliente sono validi e producono effetti ai fini civilistici, ma dal punto di vista deontologico sono assoggettati al codice forense vigente fino al 1 gennaio 2007, e dopo tale data alla versione del codice che (ove la legge in esame sia ancora vigente) risulterà dal suo adeguamento ad essa.

Va da sé che, ove il codice deontologico forense fosse modificato anteriormente a tale data, quanto sopra deve essere inteso come anticipato alla data di entrata in vigore del codice deotologico forense emendato.

Più oltre si esamineranno le fattispecie più ricorrenti che riguardano concretamente la distinzione tra effetti civilistici ed effetti deontologici della normativa in esame.

3. Disciplina delle tariffe professionali

Considerati i presupposti di cui sopra, ne deriva che gli accordi relativi ai compensi professionali dal punto di vista civilistico possono essere svincolati dalle tariffe fisse o minime (art.2 c.1 lett.a)), mentre rimangono in vigore le tariffe massime.

Il fatto che le tariffe minime non siano più “obbligatorie” non esclude che – sempre civilisticamente parlando – le parti contraenti possano concludere un accordo con riferimento alle tariffe come previste dal D.M.

Ai sensi dell’art. 2 c.1 lett.a) del decreto convertito è possibile parametrare il compenso al< raggiungimento degli obiettivi perseguiti> . La formula un po’ ellittica dovrebbe significare che all’avvocato si può riconoscere da parte del cliente un premio, proporzionato ai risultati conseguiti. L’art. 45 c.I consente un aumento del compenso, giustificato dal risultato conseguito e in limiti ragionevoli. Pertanto la formula legislativa può considerarsi omologa a quella del codice deontologico.

4. Patto sui compensi e patto di quota lite

La nuova disciplina aggiunge un comma all’art.2 cit. che riguarda ancora i compensi. Il testo ora dispone che il terzo comma dell’art. 2233 cod.civ. sia sostituito dal seguente: «Sono nulli, se non redatti in forma scritta, i patti conclusi tra gli avvocati ed i praticanti abilitati con i loro clienti che stabiliscono i compensi professionali».

Dal punto di vista civilistico, il patto è valido se rispetta l’onere della forma scritta; esso può avere effetti solo tra le parti; non può essere opposto ai terzi, neppure in giudizio, non quindi nei confronti della controparte del cliente, né può essere richiesto al giudice, in caso di liquidazione del compenso e delle spese, che si attenga al patto. Diverso è il discorso tra avvocato e cliente: l’avvocato può chiedere al giudice di liquidare il proprio compenso secondo quanto stabilito nel patto (che, civilisticamente parlando, è valido) ma come sopra si è detto il suo comportamento può essere segnalato all’Ordine di riferimento perché ne controlli la correttezza deontologica con riguardo alla proporzionalità. del compenso rispetto all’attività prestata.

La disposizione in esame è stata intesa anche come tale da legittimare il patto di quota lite, dal momento che essa ha sostituito il testo dell’art. 2233 previgente del cod.civ.. L’abrogazione non è effettuata nel senso di sopprimere direttamente ed espressamente il divieto del patto di quota lite; la disposizione si riferisce infatti in generale ai patti sui compensi. Tuttavia, la sostituzione implica che viene meno il divieto esplicito e preciso concernente i patti <relativi a beni che formano oggetto della controversia>.

Pertanto, ove dovesse maturare una interpretazione permissiva, occorre segnalare che la nuova disciplina non ha abrogato un’altra disposizione del codice civile, l’art. 1261 che fa divieto ( tra gli altri soggetti, anche ) ad avvocati e patrocinatori di <rendersi cessionari di diritti sui quali à sorta contestazione davanti all’autorità giudiziaria (…) nella cui giurisdizione esercitano le loro funzioni,sotto pena di nullità e dei danni>.

I patti con cui si cedono diritti dal cliente all’avvocato suo difensore sono dunque nulli e rimangono tali anche a seguito della entrata in vigore della nuova disciplina. Per verificare – civilisticamente – la validità di un patto concluso tra avvocato e cliente il cui oggetto sia il compenso professionale sotto forma di patto di quota lite, occorre distinguere caso da caso.

Si possono infatti distinguere:

(i) il patto di quota lite nella configurazione frutto di una lettura estensiva dell’ art. 2233, 3° comma, c.c. e cioè come patto col quale si stabilisce un compenso correlato al risultato pratico dell’attività svolta e comunque in ragione di una percentuale sul valore dei beni o degli interessi litigiosi; un patto di tal natura deve ritenersi ora civilisticamente legittimo giusta la previsione del comma 1, lett. a) dell’art. 2 della legge di conversione;

(ii) il patto di quota lite nella configurazione definibile come classica cioè quella anche semanticamente coerente con il divieto ex art. 2233, 3° comma, c.c., nel testo previgente: questo tipo di patto deve ritenersi tuttora civilisticamente vietato e nullo ex art. 1418 c.c. nella misura in cui il suo assetto concreto replica la previsione dell’art. 1261 c.c. e cioè quante volte esso realizzi, in via diretta o indiretta, la cessione del credito o del bene litigioso.

… omississ…

Estratto della  Circolare n. 22 del 4 settembre 2006 del CNF

Avv. Alberto Vigani

Contattaci: tel. 0421.232172 o 0421.232181  o seguici su Facebook .

www.avvocati.venezia.it


Oggi per vincere bisogna essere competitivi, ovvero dobbiamo essere più evoluti del nostro avversario.

Si è vero anche nel mondo del processo bisogna pensare che c’è un avversario da battere. Solo pensando a essere più forte degli altri puoi garantirti più probabilità di successo

Per questo motivo, e poiché la nostra vittoria e la sconfitta della nostra controparte vengono decise da un terzo, ovvero dal Giudice, conta chi riesce più degli altri a influenzarlo.

Convincere il magistrato non vuole però dirgli soltanto che noi abbiamo una ragione più grande, più giusta, ma significa saper coinvolgere e persuadere di più!!

Ovvero fare marketing delle proprie idee!

Nelle strategie di marketing (anche in un processo) uno degli aspetti più importanti e’ infatti la comunicazione:

Il Giudice che legge gli atti depositati in causa non ti conosce e la prima sensazione e la prima domanda che si pone e’ “Sarà da fidarsi di questo qui? Di quello che racconta? “.

Se ci pensi bene, e’ normale che sia cosi’: Il Giudice non ti ha mai conosciuto, il suo primo impatto con te ce l’ha attraverso il tuo atto o con le richieste a verbale fatte da Tuo avvocato. Se sei al top ci sarà una buona impressione, altrimenti …..

Infatti, è tutto improvviso, immediato e privo di procedure di verifica personale… Non c’è un contatto fisico e storico con la persona, non c’è una comunità che Ti conosce e Ti fa da garante o magari un tuo precedente comportamento utile come referenza…

A tutto ciò aggiungi anche che oggi c’è un bombardamento di informazioni, dati e notizie che non permettono di concentrarsi più di tanto su un singolo passaggio conoscitivo, su un singolo rapporto interpersonale…

Anzi c’è così sovraccarico di informazioni da rappresentare una vera e propria overdose e questa situazione porta il magistrato inevitabilmente a dover SCEGLIERE tra le diverse fonti di informazione, tra le diverse parti del processo, quella che secondo lui sembra a prima vista quella più giusta.

Ciò conduce ad concentrare l’attenzione solamente verso alcune scelte (proposte in atto piuttosto che in quello avversario), ovviamente scartandone altre.

Anche il Magistrato che leggerà il ricorso del Tuo avvocato si ritrova a dover fare una scelta. Condividere il Tuo punto di vista, la Tua richiesta o scartarla a favore del Tuo avversario, del Tuo nemico.

In questa scelta si gioca la vita del cliente dell’avvocato, la Tua vita!

Ecco allora la domanda che vale un milione di euro: come fare per CATTURARE L’ATTENZIONE DEL GIUDICE?

Anche nel processo siamo infatti passati dall’era dell’informazione all’era dell’ATTENZIONE : la prima cosa da fare in una comunicazione orientata al risultato e’ CATTURARE L’ATTENZIONE del Tuo Giudice.

Se il Tuo avvocato è preparato, potrà farlo strutturando i suoi atti con un fine determinato, ovvero applicando alla causa i principi del marketing e dello scrivere persuasivo.

Proprio imparando dal marketing (o meglio da quello che oramai è chiamato legal marketing) è facile usare un metodo già testato e vincente da decenni: basta importare nel mondo degli avvocati il sistema conosciuto con l’acronimo A.I.D.A.:


  1. ATTENZIONE

  2. INTERESSE

  3. DESIDERIO

  4. AZIONE
  5.  

Queste sono le quattro tappe necessarie, i quattro steps su cui anche il tuo avvocato deve basare la stesura del tuo ricorso, della tua richiesta al Giudice.

Il tuo avvocato dovrà portare il Giudice a conoscere la tua causa ed a sentirsene interessato proprio seguendo quello che è un percorso di comunicazione, conducendolo attraverso tutti e quattro questi punti.

1 – ATTENZIONE: in tutti i libri di marketing trovi test confermanti che ci sono circa 15/25 secondi (a volte meno…) per catturare l’attenzione del lettore che ha iniziato una pagina del tuo atto, dopodiché passerà oltre.
Quando chi legge è un Giudice, per “colpirlo” e convincerlo a continuare con attenzione la lettura il Tuo avvocato dovrà utilizzare un TITOLO che esprima molto chiaramente un VANTAGGIO che proponi al lettore con la Tua tesi (il che può appunto significare e comunicargli che hai la soluzione al problema).
Questa prima parte serve per catturare l’attenzione.

2 – INTERESSE: una volta che hai convinto il Giudice a proseguire la lettura, poiche’ gli hai comunicato che ha trovato ciò’ che stava cercando, devi suscitare il suo interesse verso la Tua richiesta, nei confronti del tuo ragionamento giuridico. Lo puoi fare comunicando i benefici e le opportunità che il magistrato otterrà accettando il tuo ragionamento: i problemi che risolverà, la decisione semplice e senza rischi che ne conseguirà.

3 – DESIDERIO: dopo che avrai stimolato l’interesse alla tua richiesta, dovrai suscitare il desiderio di condividere la tua tesi difensiva: ricordati che è l’aspetto emotivo il fattore che condiziona di più il Giudice alla scelta; solo in un secondo momento la razionalità viene messa in gioco per giustificare a se stessi la validità dei motivi “emotivi” della decisione.

4 – AZIONE: devi DIRE al Giudice cosa vuoi che faccia ovvero cosa lui deve fare. Diglielo espressamente, utilizzando un approccio espresso e chiaro. Devi quasi “ordinarglielo” (anzi senza il “quasi”) spiegando con una dimostrazione logica che solo la tua soluzione è quella giusta.

Questa è, molto in sintesi, come deve essere strutturata la comunicazione nella tua causa utilizzando i principi del marketing nel mondo legale.

Questo è perciò quello che il tuo avvocato dovrebbe fare in pratica per migliorare le tue chance di vincere!

Puoi chiaramente capire che, se queste strategie non vengono usate, chi vi ha rinunciato risulterà perdere nei confronti di quelli che le hanno imparate e le adoperano contro di te.

Se cerchi il legale giusto per Te, allora devi tener conto che devi condividere con lui il giusto metodo per garantirti tutte le chance possibili. Ricorda che non c’è nulla di scontato.

www.avvocati.venezia.it


Patto di quota, perchè conviene?

Avvocato Alberto A. Vigani

Avvocato A. Vigani

Al giorno d’oggi è sempre più facile trovarsi a dover affrontare la scelta di perdere i propri soldi o combattere, abbandonare il proprio credito oppure affrontare il ricorso alla giustizia, ovvero andare in Tribunale.

A quel punto, spesso, si resta inerti e si sopportano perdite inaccettabili perché magari non si sa come organizzare la propria difesa, perché si teme di non poterne reggere il costo o non si sa quanto a lungo si riuscirà a sostenerlo.
Tutto questo può accadere se non ci si è informati, se non si sa ancora che c’è una soluzione che permette di affrontare una causa senza rischi, senza incertezze.

Oggi c’è il “patto di quota lite”: un istituto che da ad avvocato e cliente la possibilità di pattuire il compenso per la pratica in misura percentuale su quanto effettivamente incassato alla fine della causa: questo è importantissimo soprattutto in quelle cause dove i danneggiato / creditore è la parte debole, ovvero nel caso di crediti da lavoro (cedolino paga), sinistri stradali e responsabilità medica.

Si tratta di un istituto recentemente attualizzato nel 2006 che consente al cliente di accedere ai servizi legali con sicurezza e tranquillità: l’avvocato, infatti, avrà il suo compenso sulla base del risultato utile effettivamente conseguito dal cliente e solo se questo si verificherà. Nel caso di esito negativo della pratica, all’avvocato non dovrà essere corrisposto alcun compenso ulteriore rispetto alle sole spese sostenute.

Per questo motivo, per le aziende e anche per i privati, noi stiamo proponendo con crescente soddisfazione la forma di tariffazione del patto di quota lite, Il nostro compenso viene previsto con una percentuale di quello che il cliente ricava al termine della pratica. Chi si rivolge a noi  sa, automaticamente, che non spenderà più di tanto, certamente non più di quello che avrà guadagnato, come invece a molti sta capitando con i sistemi di tariffazione ordinaria.

In alternativa, è da noi prevista la possibilità, anche questa resa praticabile con i provvedimenti proposti da Bersani, di pattuire compensi forfettari per le singole pratiche

  • sia come somma unica e onnicomprensiva per ciascuna pratica,
  • oppure come   somma / anno per i procedimenti giudiziari fino a che questi non giungono a sentenza.

Con questi strumenti, del tutto legali, le persone che ci scelgono come loro avvocati sono sempre in grado di sapere che cosa spendono e di fare ogni sceltà in libertà.

Il nostro studio legale è perciò sempre disponibile ad assumere incarichi difensivi utilizzando questi nuovi strumenti ed è disponibile a personalizzarli secondo le peculiarità del caso concreto e del cliente.

www.avvocati.venezia.it


Avvocato Alberto A. Vigani

Avvocato A. Vigani

Lo Studio, fondato e coordinato dall’avvocato Alberto Vigani, ha sviluppato, nel corso di oltre un decennio, solide competenze specifiche che consentono di affrontare le problematiche più importanti attinenti alle imprese e di supporto alle stesse nella vita di ogni giorno.

Tali competenze sono condivise da tutti i professionisti, in modo da rendere il confronto e lo scambio di idee un punto di forza dello Studio, all’insegna della mission sentita da tutti i partners: conseguire gli obbiettivi necessari all’Impresa.

Gli obbiettivi:

Assistenza completa ed in tempo reale nel settore del Diritto dell’Impresa nella risoluzione delle problematiche sia giudiziali che stragiudiziali  garantendo un servizio di qualità.

Studio ed approfondimento del diritto civile commerciale e giuslavoristico con i professionisti dello Studio che hanno maturato la loro esperienza nell’ambito a stretto contatto con il mondo dell’impresa e del contenzioso con compiti crescenti di responsabilità e cordinamento con la vita e l’evoluzione del cliente.

Presenza a fianco dell’Impresa con un servizio in grado di rapportarsi alle esigenza della quotidianità adeguando l’approccio al cliente e alle peculiarità di ogni singolo interlocutore.

La vision che tutti i partner ed i collaboratori dello studio condividono è quella di un cammino in divenire vissuto assieme alle aziende clienti ed in dialogo con i soggetti che le affiancano. Non è un vezzo poter dire che Tutti in studio sentono lo spirito del motto: “produciamo risultati“. Lavoriamo per Voi.

www.avvocati.venezia.it




Follow

Get every new post delivered to your Inbox.